Lavorare su singole parole chiave non è più un modo efficace per ottimizzare un sito web. Bisogna concentrarsi sul contesto di ricerca e fare in modo che Google vi associ per bene il contenuto.

SEO Audit: quanto ti costa non farlo?
Posizionare un sito web esistente senza valutare prima con attenzione lo stato di ottimizzazione può compromettere la riuscita ottimale del lavoro e vanificare gli investimenti in SEO. Ti conviene?
Non tutti i progetti web nascono con un piano SEO già stabilito. In buona parte dei casi le attività di posizionamento nei motori di ricerca si definiscono in corsa, dopo che il sito è andato online, e spesso non sono gestite dalle stesse persone che si sono occupate del web design. Da qui scaturisce la necessità di svolgere un’approfondita analisi SEO volta a determinare lo stato di ottimizzazione del sito web, prima di procedere con le dovute azioni di posizionamento.
Questa verifica prende nome di SEO Audit e riguarda tanto l’ottimizzazione on site quanto le attività di posizionamento off page. Vengono presi in esame tutti i fattori, interni ed esterni, che influiscono sulla visibilità del sito, come ad esempio: il ranking, i competitor, le caratteristiche tecniche e prestazionali della piattaforma, il codice, i contenuti, lo stato di indicizzazione, la struttura e la navigazione, l’usabilità, la link popularity e il trust, eventuali penalizzazioni.
Lo scopo è ottenere tutte le informazioni utili a rappresentare con precisione la situazione di partenza; sulla base di queste sarà possibile fissare gli obiettivi a breve e a lungo termine, stabilire la migliore strategia per raggiungerli e, quindi, eseguire il piano di ottimizzazione e posizionamento più appropriato.
Il SEO Audit è fondamentale anche in tutte quelle circostanze in cui sono già state svolte attività di posizionamento, ma senza ottenere i risultati sperati, oppure se il sito web è stato penalizzato da Google. In questi casi è perfettamente inutile proseguire con la SEO senza prima conoscere lo stato in cui versa il sito: si rischierebbe soltanto di fare un lavoro inefficace o addirittura di peggiorare la situazione. Tante volte, infatti, la mancata visibilità nei motori di ricerca è legata a problemi preesistenti che se non vengono risolti rendono vano o limitano qualsiasi intervento futuro.
È facile comprendere, dunque, l’importanza di questa analisi SEO, in assenza della quale impostare correttamente l’ottimizzazione e il posizionamento di un sito web diventa molto difficoltoso, se non impossibile. La SEO, come tutte le attività di web marketing, ha bisogno di test, misurazioni e dati su cui lavorare; nulla si improvvisa e ogni azione è tesa a raggiungere uno scopo preciso partendo dai risultati fino a quel momento raggiunti.
Fare un SEO Audit circostanziato è un lavoro che richiede tempo, impegno, capacità e conoscenze specialistiche diverse, e la cui complessità cresce in rapporto alle dimensioni del progetto web da analizzare. Il costo dell’analisi aumenta in proporzione, ma è di certo inferiore a quello che può derivare dal non prenderla in considerazione.
Normalmente il risultato del SEO Audit è un report dettagliato che raccoglie l’esito dell’esame di tutti i fattori analizzati. Questo documento, che a seconda dei casi può essere anche piuttosto corposo, diviene la base da cui partire per risolvere le possibili criticità e pianificare senza errori il posizionamento del sito nei motori di ricerca.
Di seguito riporto una checklist che può servire da guida per eseguire il SEO Audit e redigere il report finale.
SEO Audit checklist
Analisi di mercato
- Ranking: test di visibilità online, analisi del posizionamento per le parole chiave principali del settore.
- Competitor: analisi della forza e dell’autorevolezza dei maggiori concorrenti in SERP.
Verifica tecnica
- Dominio: anzianità, durata del rinnovo, cronologia dei proprietari, vicini di IP, eventuali attività di spam.
- Domini multipli: presenza di domini multipli e modalità di gestione.
- Cambio lingua: gestitone del cambio lingua, sitemap hreflang, onpage hreflang.
- Tecnologie: tecnologie utilizzate dal sito web, tipologia di web server.
- Google Search Console: verifica installazione e raccolta dati.
- Crawling: verifica dell’accesso alle pagine da parte dei crawler.
- HTTP Header: verifica della correttezza e dello status code.
- Robot.txt: presenza del file, verifica della correttezza, analisi delle eventuali restrizioni.
- Sitemap.xml: presenza del file, verifica della correttezza e della completezza.
- Statistiche crawling: numero di pagine scaricate ogni giorno da Googlebot rispetto alle pagine totali del sito, quantità di dati scaricati, tempo impiegato in media per ogni pagina.
- Log del web server: analisi delle pagine visitate da Googlebot.
- Indicizzazione: verifica dello stato di indicizzazione delle pagine del sito.
- www vs not-www: verifica della presenza e della correttezza del redirect, eventuali versioni duplicate dello stesso URL nell’indice di Google.
- URL: analisi della struttura e dell’ottimizzazione SEO, eventuale presenza di errori e uso dei parametri.
- Link interni: distribuzione dei link interni, pagine più linkate, pagine con pochi link, analisi anchor text.
- Errori 404: analisi delle pagine che restituiscono un errore 404.
- Struttura sito web: verifica delle sezioni logiche del sito web.
- Navigazione: analisi dell’organizzazione dei menu e dei livelli di navigazione.
- Infinite scroll: verifica presenza e implementazione SEO friendly.
- Breadcrumb: verifica presenza, corretta implementazione, ottimizzazione SEO.
- Link assoluti: presenza di link con percorso assoluto.
- Link on page: analisi del numero medio di link presenti nelle pagine, valutazione della giusta quantità.
- Deep link: presenza di deep links per linkare i contenuti più in profondità all’interno del sito.
- Linguaggio di marcatura: verifica della versione, corretta implementazione HTML5.
- CSS: numero di file collegati, verifica della minimizzazione del codice.
- AJAX e JS: analisi degli elementi non visibili a Google.
- No-Javascript: test della pagina con Javascript disabilitato.
Ottimizzazione HTML
- Elementi bloccati: presenza di elementi bloccati per il corretto rendering della pagina web.
- Elementi nascosti: presenza di elementi nascosti e non resi visibili all’utente finale.
- Text/HTML ratio: analisi del rapporto tra testo visibile nelle pagine e codice HTML, confronto con lo stesso rapporto dei principali siti competitor.
- Dati strutturati: presenza di dati strutturati nel codice HTML, verifica del linguaggio utilizzato della correttezza, analisi dell’utilizzo da parte di Google.
- Rel Canonical: verifica implementazione e correttezza.
- Rel Alternate Hreflang: verifica implementazione e correttezza.
- Rel Prev/Next: verifica implementazione e correttezza.
- Meta title: lunghezza in caratteri e pixel, pertinenza, ottimizzazione SEO, eventuale presenza di duplicati.
- Meta description: lunghezza, pertinenza, ottimizzazione SEO, eventuale presenza di duplicati.
- Meta keywords: verifica sul corretto utilizzo.
- Heading: verifica della presenza e della corretta gerarchia delle intestazioni h1-h6.
- Strong: uso del tag e ottimizzazione SEO.
- Em: uso del tag e ottimizzazione SEO.
- Body text: lunghezza, pertinenza, ottimizzazione SEO.
- Indicizzazione immagini: analisi dello stato di indicizzazione delle immagini su Google.
- Attributo alt: presenza e livello di ottimizzazione SEO.
- Dimensioni immagini: dimensioni inserite nell’HTML o nei CSS, presenza di immagini scalate.
- Compressione immagini: verifica della dimensione, dell’ottimizzazione e del livello di compressione.
- Marchio: ottimizzazione del marchio, verifica attributo alt e delle dimensioni nell’HTML.
- Custom 404: presenza di una pagina 404 personalizzata.
- Open Graph: utilizzo dei tag per le condivisioni sui social.
- Sitemap.html: verifica implementazione, completezza e indicizzazione.
Ottimizzazione contenuti
- Generazione contenuti: frequenza di pubblicazione, analisi della qualità, lunghezza media, differenze rispetto ai competitor.
- Design delle pagine: analisi del layout, facilità di accesso da parte degli spider e degli utenti, disposizione degli elementi importanti, valutazione above the fold.
- SEO Copywriting: livello di ottimizzazione SEO delle landing page e degli articoli rispetto ai competitor.
- Doorway: presenza di pagine doorway.
- Freshness: analisi sull’aggiornamento dei contenuti in relazione alla ricerche degli utenti.
- Rel Publisher: verifica implementazione.
Usabilità
- Versione mobile: analisi ottimizzazione e fruizione da dispositivi mobili, test page speed per mobile.
- Redirect mobile: in caso di sito mobile dedicato, verifica della corretta implementazione dei redirect.
- Responsive design: capacità dell’interfaccia di adattarsi a tutti i principali device.
- AMP (Accelerated Mobile Pages): implementazione AMP, verifica della correttezza.
- Performance web server: tempi di risposta del server, velocità di caricamento della pagina.
Analisi backlink
- Link popularity e trust: overview del profilo di backlink, provenienza dei link e pagine più linkate.
- 404: analisi dei backlink che puntano a pagine inesistenti.
- Anchor text: analisi degli anchor text maggiormente utilizzati nei backlink.
- Link site-wide: analisi del rapporto numero di domini da cui si ricevono i link e numero totale di backlink.
- Directory locali: presenza nelle principali directory locali.
- Segnali sociali: analisi dei profili social aziendali, condivisioni ed engagement.
Penalizzazioni Google
- Contenuti duplicati: presenza di contenuti duplicati on site e off site.
- Contenuti autogenerati: presenza di testi generati automaticamente, valutazione della qualità.
- Contenuti di bassa qualità: presenza di contenuti di bassa qualità o troppo corti.
- Rich snippet markup: utilizzo eccessivo e scorretto del markup per rich snippet.
- Affiliazioni e ADS: presenza eccessiva di annunci ed eventuali affiliazioni non in linea col target del sito.
- Profilo backlink: analisi del profilo dei backlink per verificare se risulta naturale o sospetto.
Punti di vista