Non solo consumatori: giovani imprenditori crescono

Non solo consumatori: giovani imprenditori crescono

I ragazzi della Generazione Z incarnano i tratti vincenti degli imprenditori del futuro. Intanto, sbirciare i loro comportamenti online e comprendere le loro attitudini aiuta le aziende di oggi a capire in quale direzione è meglio andare. Lo facciamo su Depop.

L’iperattività, la scaltrezza e il dinamismo degli adolescenti sui social network spesso lascia esterrefatti i ‘grandi’, che osservano i loro gesti con lo sguardo di chi prova un misto di timore e ammirazione. Scattano una foto, creano una storia, la postano su Instagram: in pochi secondi hanno creato l’istantanea di una società che si muove a un ritmo del tutto diverso da quello di qualche anno fa, creando dinamiche di Rete dirompenti sotto diversi punti di vista.

Spesso sono loro a decretare il successo di una piattaforma online: adorano i social ‘visual’ come YouTube, Instagram, Snapchat e, in ultimo, TikTok. Già nel biennio 2014-2015, secondo uno studio del Pew Research Center, solo il 51% degli adolescenti negli Stati Uniti usava Facebook, una percentuale decisamente inferiore a quella di YouTube (85%), Instagram (72%) e Snapchat (69%).

Se gli si chiede come vedono il loro futuro professionale, il 62% dice che preferirebbe avviare una propria attività piuttosto che lavorare per un’azienda affermata. E comprendono anche che il successo non è facile da raggiungere: il 71% di essi, infatti, si aspetta di fallire al primo tentativo, ma sa anche che ciò può rappresentare una buona opportunità di crescita.

La Generazione Z – che comprende le persone nate tra la metà degli anni ’90 e la fine degli anni 2000 – è cresciuta in una cultura dove il tempo libero non è passivo ma produttivo: l’89% dei giovani intervistati si dedica ad attività creative ed estrose invece che a semplici passatempi. Ha una naturale inventiva e una forte ambizione, molto più sviluppate di chi li ha preceduti, e ciò lascia intravedere i tratti tipici degli imprenditori di domani: capacità innovativa, dinamismo, autonomia e consapevolezza.

La Generazione Z incarna uno spirito imprenditoriale perfetto per animare i nuovi sistemi di vendita online.

Depop: una palestra per giovani imprenditori

Se c’è un luogo online che rivela in maniera evidente le qualità ‘imprenditoriali’ della Generazione Z è Depop. Nata a Milano nel 2011, l’azienda ha raggiunto un successo tale da profondere i suoi effetti anche negli Stati Uniti conquistando, con la forza del suo aspetto visual, soprattutto gli adolescenti.

Depop è a metà tra un social network e un e-commerce. Permette agli utenti di: vendere e comprare online oggetti personali; creare una vetrina dove mostrare foto, descrizioni e prezzi dei prodotti; seguire i profili di altri venditori così da visualizzare nel feed ogni loro nuova proposta; cercare oggetti che si vogliono acquistare usando gli hashtag, come su Instagram.

I ragazzi amano comprare su Depop perché è economico e facile da usare, perché dà la possibilità di vendere e quindi di guadagnare e anche perché è un piacevole passatempo che dà sfogo alla loro creatività. Per aprire un negozio virtuale sulla piattaforma basta caricare le foto del prodotto che si vuole vendere, descriverlo inserendo gli hashtag più idonei e specificare il prezzo dell’oggetto e della spedizione; il pagamento con PayPal è agevolato e ogni passo è tracciato da Depop che trattiene alcune commissioni per il servizio.

Il funzionamento semplice e veloce va incontro alle esigenze dei più giovani: i prezzi sono alla portata di tutti, PayPal è il metodo di pagamento preferito dai ragazzi che ancora non ancora hanno un conto in banca, la merce acquistata può essere rivenduta in qualsiasi momento e si può accumulare denaro da reinvestire in nuovi acquisti. Mentre, infatti, gli altri social network lavorano duro per integrare i servizi di vendita diretta, Depop lo fa benissimo.

L’abbigliamento – soprattutto usato e vintage – è il settore predominante. I profili più seguiti – tra cui spiccano anche quelli di personaggi già celebri come Chiara Ferragni alla pari di altre persone sconosciute al di fuori del canale – possono anche creare un proprio brand da distribuire in esclusiva sulla piattaforma. Il successo dei profili è strettamente correlato alla personalità e allo stile di ognuno.

Grazie alle sue caratteristiche, infatti, Depop è un ottimo trampolino di lancio per giovani influencer che, di conseguenza, acquisiscono notorietà anche sui social network come Instagram e YouTube. La presenza integrata su più canali, con linguaggi e stili diversi, offre enorme visibilità ai loro prodotti e, in qualche caso, ai loro brand.

Non a caso, l’obiettivo dichiarato dell’azienda è creare una generazione di imprenditori adolescenti. Per questo mette in evidenza i profili più efficaci e, talvolta, invita le persone che li gestiscono a partecipare a eventi off line, dove nessuno di loro supera in media vent’anni di età. In uno di questi ultimi incontri, avvenuto lo scorso giugno a New York, erano tantissimi gli adolescenti in fila per conoscere i loro venditori preferiti.

Più autentici che fedeli

A decretare il successo di Depop, più di altri canali di vendita online, è sicuramente anche l’aspetto visual dei profili personali, in linea con le abitudini online degli adolescenti. Essi, infatti, sono attratti molto più dallo stile realistico delle immagini rispetto a quello idealistico delle pubblicità dei grandi brand e preferiscono essere coinvolti in rapporti con persone reali, anche se per una semplice compravendita.

Ciò non sorprende se si guarda ai comportamenti dei più giovani sui social media: su YouTube, per esempio, preferiscono guardare i video di persone comuni che danno consigli sui temi più vari, piuttosto che contenuti diffusi dall’alto. Gli YouTuber della Generazione Z che attirano un gran numero di follower spontanei possono arrivare a guadagnare ingenti somme di denaro senza particolari investimenti economici.

La predisposizione a questo tipo di attività online dimostra una particolare autonomia e intraprendenza che si rivela proficua ed efficace: la nuova generazione sembra farsi carico con consapevolezza del proprio futuro e manifesta un pronunciato rifiuto per gli schemi rigidi e obsoleti di chi propina loro contenuti e prodotti dall’alto del loro successo consolidato con le passate generazioni.

Non sorprende, dunque, che i grandi brand facciano fatica a conquistare la fiducia di questo tipo di consumatori: infatti, solo il 45% dei Millennials (i nati fra i primi anni ’80 e la fine degli anni ’90) dichiara di aderire a un qualsiasi tipo di programma fedeltà, e la percentuale scende al 30% per gli intervistati della Generazione Z. L’unico modo per ottenere la loro fiducia è stabilire connessioni autentiche ed empatiche, che dimostrino rispetto e lealtà invece che richiederli.

Come conquistare la Generazione Z

I dati riportati e le riflessioni che ne conseguono obbligano le aziende a trovare modi alternativi per attirare a sé i nuovi consumatori. Questi ultimi sono impazienti e scartano con facilità chiunque non sia in grado di soddisfare con prontezza i loro bisogni e desideri e senza complicarli in alcun modo la vita. Preferiscono essere partecipi invece che accettare passivamente proposte dall’alto.

Le aziende che vogliono assecondare le loro esigenze devono andare oltre la semplice personalizzazione dell’offerta, coinvolgendoli in attività che non si limitino alla vendita. Il modo migliore di farlo è sfruttare le loro innate abilità nel ricercare da sé le soluzioni più efficaci applicando un’estrema inventiva e uno sviluppato pensiero laterale. Dunque, piuttosto che fornire loro una proposta già impacchettata, è meglio stimolare la loro creatività e la loro voglia di affrontare sfide personali: troveranno il modo più semplice, veloce e divertente di risolvere il problema.

Oggi le aziende di successo si adattano con flessibilità ai sempre più repentini cambiamenti sociali ed economici, comprendono i consumatori a partire dai loro aspetti più intimi e personali e dai meccanismi psicologici che si attivano di fronte a nuovi stimoli. Così facendo riescono a proporre esperienze di consumo in grado di rispondere a bisogni e comportamenti umani in continua evoluzione.

Bisogna guardare con interesse e attenzione ai nuovi sviluppi sociali, perché quella che oggi è la Generazione Z potrebbe finire per essere una delle più ambiziose, laboriose e innovative della storia.

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