I consigli di Dale Carnegie sono preziosi per chi si occupa di personal branding e vuole trasformare la propria rete di contatti in opportunità; così come per chiunque desidera instaurare buone relazioni, anche online.
Branding
Relazione cliente-brand. Oltre l’offerta
Per essere scelti dai clienti non bisogna per forza essere i più belli, i più bravi, i più veloci o i più economici. Né tantomeno i più innovativi. Per una volta, proviamo a non pensare al prodotto.
Dare vita a un concept
Una sola buona idea può bastare per costruire una brand strategy differenziante. Già, ma come trovarla?
Felici e contenti, il lieto fine della strategia di marca
Andare oltre la soddisfazione legata all’acquisto di un prodotto per collocarsi su un livello emozionale che genera felicità. Così i brand possono influenzare anche il benessere delle persone.
L’imperfezione cattura i cuori su Instagram
Sul social network c'è una nuova tendenza tra i giovani influencer: postare foto non ritoccate, addirittura brutte, pur di risultare veri. Aderire alla realtà funziona anche per i brand, a patto però che non penalizzi la qualità dei contenuti.
Da prodotto alimentare a cibo di marca
Un alimento, da solo, non riesce a comunicare le caratteristiche valoriali necessarie per farsi riconoscere e preferire dal pubblico. Ha bisogno di qualcosa che lo trasformi in molto più di un semplice prodotto.
Il valore simbolico della visual identity
Arrivare alle persone, coinvolgerle, farsi ricordare. Per riuscirci, il brand ha bisogno del giusto codice linguistico su cui sviluppare la propria identità visiva.
Darsi un tono purché sia autentico
Chi fa personal branding deve assumere un tono di voce che rispecchia la propria identità ed esalta capacità e competenze individuali: in questo modo ha più opportunità di differenziarsi e intercettare persone interessate a ciò che ha da dire.
Confezionare la marca
Il packaging come delegato del brand, un’occasione per affermare l’identità, i valori e i tratti distintivi del prodotto e della marca.