Raccontare storie, quando l’istinto diventa strategia
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Raccontare storie, quando l’istinto diventa strategia

Non importa la grandezza, ogni azienda ha un capitale narrativo con il quale costruire una o più storie da condividere. Conosci il tuo?

Perché raccontiamo storie?

Shahrazād lo fa per placare l’ira del re Shahriyār, avvezzo a uccidere le sue spose quotidianamente dopo il pranzo di nozze: tutte le sere gli narra una storia rimandando il finale al giorno dopo fino a quando, dopo “mille e una notte”, il re si innamora della fanciulla salvandole la vita. Raccontare storie per incantare.

Fino agli anni ‘60 all’imbrunire le famiglie contadine si riuniscono nelle stalle a “far filò”: nell’unico locale riscaldato della casa si sta insieme, si narrano vicende del passato, storielle di fantasia per divertire i bambini, avventure per affascinare le fanciulle. Raccontare storie per socializzare.

Nelle serie televisive, indipendentemente dall’oggetto, simbologia e metafore continue fanno partecipare chi guarda sul piano psicologico, filosofico, sociale e politico. Raccontare storie per coinvolgere.

Si potrebbe continuare per ore: raccontiamo storie da sempre, anche da prima della nascita del linguaggio, con i pittogrammi. Il perché è legato a un istinto primordiale, quello che secondo Jonathan Gottschall, autore del saggio L’istinto di narrare, ci ha resi umani e ci fa vivere ogni giorno.

Questo istinto appartiene anche alle aziende: si parla di storytelling, a volte in maniera inappropriata confondendo il racconto con l’esposizione di un messaggio pubblicitario. Quando i social e i canali di comunicazione digitale erano ancora miraggi, le imprese veicolavano le loro vicende con mezzi diversi ma, soprattutto, con un approccio differente, che puntava solo a mettere in risalto il loro patrimonio culturale e professionale.

Oggi qualcosa è cambiato, non il valore che hanno le storie ma il comportamento dell’ascoltatore. Quest’ultimo vuole essere catapultato in un mondo immaginario ma raggiungibile, per identificarsi con i protagonisti e condividerne le scelte. I monologhi su quanto siamo bravi nel nostro settore sono quanto di più lontano dalle storie.

Allora, come si crea una storia?

Identifica il tuo capitale narrativo

Il tuo capitale narrativo è l’insieme dei tantissimi elementi che fanno parte della tua azienda e la rappresentano: scomponi il quadro della tua impresa in tante piccole sfumature, come le persone, le fasi produttive, gli aspetti etici; analizza l’importanza di ognuna nella quotidianità, crea collegamenti tra loro e costruisci un valore che possa fare da file rouge al tuo racconto. Non devi per forza tirar fuori aspetti sorprendenti, l’importante è che ogni elemento ti rappresenti. Non siamo tutti dei big, ma…

Tutti abbiamo una storia da raccontare.

Spesso si scoprono cose delle quali non si è neanche consapevoli.

Condividi il tuo capitale con le persone

Devi arrivare alle persone con argomentazioni ed elementi che stimolino il sistema limbico del loro cervello, quello che media tra memoria, apprendimento ed emozioni. Al centro della tua storia non c’è la tua azienda, ma l’ascoltatore: proiettalo in una dimensione che lo coinvolga per creare un legame con lui. Condividi il tuo patrimonio narrativo.

Condividere: dividere, spartire insieme con altri – Vocabolario Treccani

Nell’atto di condividere c’è dono e attenzione a chi riceve. I criteri di scelta di oggi dei consumatori, orientati più alle esperienze e meno ai bisogni, suggeriscono alle aziende di offrire contenuti specifici: condividere è regalare agli altri qualcosa di nostro ma che sia il più possibile vicino ai loro desideri e pensieri. Nella condivisione della storia le persone si avvicinano all’essenza dell’azienda, ne sposano gli elementi e i valori che la caratterizzano.

Raccontare a ruota libera o fare della narrazione un’attività strategica?

Raccontare è un istinto, ma non tutti siamo bravi a farlo: quello che è più importante per l’azienda è la consapevolezza di avere un patrimonio narrativo su cui sviluppare storie che divengono strategie. Con una storia puoi conquistare un nuovo pubblico; se ci sono novità rilevanti con una storia puoi comunicarle; puoi promuovere le tue iniziative, con una storia puoi raggiungere più di un obiettivo in periodi di tempo diversi.

Le storie non sono privilegi delle grande aziende. Una narrazione strategica va pianificata e realizzata come una qualsiasi altra attività di marketing, in maniera professionale, ma la differenza rispetto ad azioni di maggiore misura è che alla base di questa attività c’è un potenziale che appartiene a tutte le aziende, anche alle più piccole: il capitale narrativo e la voglia di raccontarsi.

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