Ognuno vede ciò che sa
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Ognuno vede ciò che sa

Quando osserviamo la realtà, la facoltà di riconoscerne e capirne i significati dipende dalle conoscenze che abbiamo. Questo può essere un limite o un’opportunità.

Il pensiero di Bruno Munari che dà il titolo a questo articolo è un invito alla riflessione sul legame che esiste tra la conoscenza e la capacità di vedere e comprendere la realtà.

“Ognuno vede ciò che sa” vuol dire che ciascuno di noi osserva il mondo e ne ha coscienza in base al portato di cultura, sapere ed esperienza che ha accumulato nella propria vita. Su questo formiamo le nostre opinioni, esprimiamo giudizi e modelliamo le nostre esistenze.

La comunicazione visiva è un ambito in cui la relazione conoscenza-visione è particolarmente forte e riguarda entrambi i soggetti – emittente e ricevente – coinvolti nell’attività, cioè sia chi produce comunicazione sia chi la consuma.

La comunicazione visiva, mediante la trasmissione dell’immagine contenuta nel messaggio, stabilisce un contatto, una connessione fisica e psicologica tra mittente e destinatario: da un lato c’è l’autore che produce un’immagine (grafica, foto, testo, video) con determinate caratteristiche, dall’altro il fruitore che può comprendere in maniera più o meno completa il senso del messaggio proposto.

Il significato dell’immagine, quindi, è duplice:

  • per il mittente è rappresentativo, perché ha il compito di esprimere un’idea, descrivere una situazione, rappresentare metaforicamente un aspetto della realtà;
  • per il destinatario è percettivo e/o referenziale, perché ha valore in relazione al contesto psicofisico in cui si trova quando riceve il messaggio.

L’attribuzione del significato è strettamente connessa alla conoscenza. Lato produzione, autori diversi, con conoscenze diverse, si esprimeranno sullo stesso tema producendo immagini differenti, perché differente è la loro visione del mondo. Lato consumo, ogni persona darà una propria interpretazione del messaggio, perché lo osserverà attraverso la lente del vissuto personale.

La comunicazione assume carattere di efficacia quando il significato stabilito dell’emittente combacia con quello compreso dal ricevente. A una maggiore conoscenza del mondo corrispondono una più ampia capacità espressiva dell’autore e, soprattutto, migliori possibilità per il fruitore di dare il giusto senso all’immagine.

Conoscere è ciò che permette il passaggio dal vedere al comprendere: ci consente di fare riferimenti, trovare nessi, creare collegamenti con le informazioni in nostro possesso e attingere dalle emozioni per scoprire nuovi significati che vanno oltre l’evidenza e l’oggettività.

“La conoscenza è sempre una sorpresa, se uno vede quello che sa già non c’è sorpresa.” – Bruno Munari

Munari ci invita a superare i confini di ciò che sappiamo o crediamo di sapere per vivere la comunicazione in modi sempre nuovi e originali. Restare rigidamente ancorati alla nostra struttura mentale delimita la visione, impedisce i movimenti della creatività, riduce le opportunità di cogliere appieno il valore dell’esperienza visiva: ci fa guardare senza vedere e, dunque, senza capire.

Ognuno vede ciò che sa. Non bisogna considerarlo un limite, ma un’esortazione a migliorare di continuo, a far crescere le nostre conoscenze, perché solo così saremo in grado di vedere, riconoscere e comprendere, meglio e di più.

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