L’eloquenza dei gesti per esprimere forza e sicurezza
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L’eloquenza dei gesti per esprimere forza e sicurezza

Il linguaggio del corpo è l'aspetto che, più di tutti, pregiudica le nostre interazioni. Per fare una buona impressione sugli altri può essere utile conoscere alcune efficaci tecniche di comunicazione non verbale.

Quando due persone si incontrano per la prima volta basta un decimo di secondo perché si formino i primi giudizi reciproci, difficilmente ribaltabili dai contenuti verbali di una eventuale conversazione. Tali giudizi si basano su un’interpretazione di segnali che comunichiamo attraverso il linguaggio del nostro corpo – o linguaggio non verbale. Il nostro modo di parlare e persino i nostri movimenti trasmettono un insieme di informazioni che determinano il giudizio degli altri. Se vogliamo fare una buona impressione sul nostro interlocutore, allora possiamo applicare alcune semplici tecniche di comunicazione non verbale.

Il linguaggio del corpo è una forma di comunicazione veicolata a prescindere dalle intenzioni e interessa le interazioni tra le persone tanto da avere degli effetti su di esse.

Siamo portati a formulare deduzioni e giudizi affrettati su qualcuno che non conosciamo in base al suo modo di presentarsi (a volte basta una semplice stretta di mano). Questo fenomeno può avere ripercussioni molto significative. Basti pensare, per esempio, ai colloqui di lavoro dove il candidato viene giudicato anche dalla sua presenza fisica: questa, infatti, è una variabile che viene quasi sempre collegata alle competenze. Talvolta, però, l’ansia e l’insicurezza – spesso comunicate dallo sguardo, dai gesti delle mani, dalla posizione delle gambe e dei piedi – condizionano l’esito del colloquio e non permettono al candidato di esprimere le sue reali qualità. Sarebbe bello riuscire a controllare questi fenomeni e a far trasparire in pochi secondi la parte migliore di sé.

La sociologa Amy Cuddy ha osservato la formazione dei giudizi sugli altri a partire dal linguaggio del corpo e ha dimostrato come assumere una “postura di forza” influisce sui livelli di testosterone e cortisolo presenti nel cervello. Fisiologicamente le differenze tra i “forti” e i “deboli” si ritrovano nei livelli di due ormoni chiave: il testosterone, che è l’ormone della forza, e il cortisolo, che è l’ormone dello stress. È stato dimostrato che i maschi alfa, gli individui più forti, hanno testosterone alto e cortisolo basso.

L’esperimento condotto in laboratorio su due gruppi di individui si è rivelato molto significativo: al primo gruppo è stato chiesto di assumere per due minuti una postura di “forza elevata”, al secondo gruppo una postura di “forza limitata”. Le persone coinvolte sono state poi invitate a scommettere. Si è notato che: nel primo caso, gli individui si sentivano più fiduciosi e sicuri di sé ed erano maggiormente inclini al rischio (l’86% di loro ha scommesso); viceversa, nel secondo caso, tra gli individui che hanno assunto una postura di forza limitata, il livello di scommesse è stato significativamente inferiore (60%). È stato riscontrato, dunque, che nelle persone con postura di forza elevata il livello di testosterone nel cervello è aumentato del 20%, nelle persone con postura di forza limitata è sceso del 10%. Anche il livello di cortisolo è cambiato: nelle persone con postura di forza elevata si è ridotto del 25% circa e nelle persone con postura di forza limitata è aumentato del 15%. In due minuti è stato possibile generare un cambiamento significativo a livello fisiologico: il livello ormonale si è modificato configurando il cervello a essere assertivo, fiducioso e a proprio agio, nel primo caso, e più insicuro e reattivo allo stress, nel secondo.

“Il linguaggio non verbale influenza il modo in cui percepiamo noi stessi, oltre a influenzare il modo in cui ci percepiscono gli altri.” – Amy Cuddy

La nostra mente – i nostri pensieri e le nostre sensazioni – influenza il nostro corpo, ma è vero anche che il nostro corpo influenza la nostra mente.

Abbiamo visto cosa avviene a livello fisiologico grazie a un facile esperimento di pochi minuti. Viene, dunque, da chiedersi: se è vero che assumere posture di forza genera dei cambiamenti fisiologici che ci fanno sentire più sicuri di noi stessi, possiamo sfruttare questa capacità per ottenere degli effetti significativi sulla nostra vita? Durante un colloquio di lavoro, per esempio?

Tonya Reiman, una delle più grandi esperte di linguaggio non verbale, insegna come migliorare la propria vita personale e professionale attraverso facili tecniche di comunicazione non verbale che tutti possono sfruttare, basta capire come.

La prossima volta in cui vorrai comunicare il meglio di te in una particolare circostanza, prenditi due minuti di tempo per “configurare” il cervello in modo da sentirti all’altezza della situazione. Assumi posizioni di forza, ma senza esagerare per non rischiare di comunicare arroganza e prepotenza: allarga le spalle, raddrizza la schiena, occupa lo spazio necessario, sorridi. Così, farai aumentare il livello cerebrale di testosterone e scendere quello del cortisolo. Fai in modo di dire e mostrare chi sei.

Piccole modifiche possono portare a grandi cambiamenti.

Conoscere e perfezionare le tecniche di comunicazione efficace aiuta a gestire qualsiasi situazione, a prescindere dall’interlocutore. Non è un modo di fingere con gli altri ma di fingere, semmai, con se stessi. Fingere di essere forti ci fa sentire più forti.

Queste tecniche di comunicazione possono essere utilizzate da chiunque, non serve avere a disposizione particolari risorse. Avere consapevolezza del proprio corpo, di quello che comunica agli altri e delle sue potenzialità aiuta a ottenere risultati significativi che possono trasformarsi in importanti traguardi di vita.

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