Gli effetti collaterali delle vacanze social

Gli effetti collaterali delle vacanze social

La tendenza diffusa sui social network a condividere immagini edulcorate di situazioni che appaiono idilliache può causare, in alcuni casi, disagi e malesseri mentali. Ma, allora, cosa e come pubblicare?

Ferie finite, si torna a lavoro. Il rientro non è mai facile, e lo è ancora meno se i tuoi amici sono in vacanza e continuano a pubblicare foto in diretta dal mare, con volti sorridenti, immersi in scenari mozzafiato. Mi sento pervadere da una lieve sensazione di invidia e malinconia. Eppure, qualche giorno fa anche io ero in vacanza mentre molti lavoravano. Questo dovrebbe consolarmi, ma non è così. Un senso di insoddisfazione continua ad alterare il mio stato d’animo, allora decido di chiudere Facebook e buttarmi a capofitto nel lavoro, cercando di non pensarci. Funziona, almeno fino a quando non decido di fare un giro su Instagram…

I social network non vanno in vacanza, anzi, proprio in questo periodo sono in piena attività. È un continuo susseguirsi di post da ogni angolo paradisiaco del mondo. Sembra che tutti stiano facendo la vacanza perfetta. Questa apparenza esercita, in chi guarda, una pressione mentale che, nei soggetti più deboli e predisposti, può causare depressione e peggiorare situazioni di disagio preesistenti.

Alcuni recenti studi scientifici hanno dimostrato che i social network possono essere pericolosi per il benessere psicologico delle persone; più di tutti Instagram e Snapchat, piattaforme che ruotano intorno all’immagine e che spesso, soprattutto fra i più giovani, stimolano un senso di ansia e inadeguatezza. Tale fenomeno, purtroppo, non è ascrivibile a determinati periodi dell’anno e, in casi particolari, può trasformarsi in patologie depressive rischiose per la salute mentale.

I social non sono lo specchio della realtà

La comunicazione su internet è soggetta a un processo di ridefinizione della propria immagine: le persone forniscono un ritratto edulcorato di sé e della situazione che vivono. Sono portate a mostrare la parte migliore e a sottolineare solo gli aspetti positivi della propria vita. Soprattutto in questo periodo, circolano addirittura immagini false che autoritraggono i soggetti in situazioni idilliache: queste vacanze fake sono condivise con il solo scopo di ottenere like facendo credere agli altri qualcosa che non è mai avvenuto.

Online e, in particolare, sui social network ci si mostra per come si desidera essere visti. Dall’altro lato, chi assiste all’auto-rappresentazione altrui non si rende conto che il ritratto di vita che emerge non è esattamente corrispondente alla realtà e che la maggior parte delle persone evita di pubblicare gli aspetti negativi della propria vita, perché ha l’unico obiettivo di aumentare la propria desiderabilità sociale.

È stato dimostrato che l’uso dei social network è associato a uno scarso benessere mentale: le persone si sentono peggio dopo aver navigato su Facebook, e non prima.

Meglio abbandonare i social network?

Questa è la domanda che si sono posti alcuni psicologi dell’Happiness Research Institute di Copenhagen. Utilizzando un campione di mille utenti di Facebook hanno rilevato che una settimana di astinenza dal social è bastata a quasi il 90 per cento dei soggetti per sentirsi più felici, meno arrabbiati, più entusiasti, meno depressi e più soddisfatti della vita. Analogamente, è stato osservato che il loro livello di stress è diminuito del 55 per cento.

I social network non sono la causa diretta di questo fenomeno, ma ne amplificano gli effetti. Non è Instagram, Facebook o Snapchat a generare insoddisfazione e malessere nelle persone, ma è piuttosto la tendenza umana a confrontarsi con gli altri, certamente agevolata dalle dinamiche della Rete.

La soluzione migliore è, dunque, cambiare approccio. Non è necessario abbandonare le proprie abitudini di individui connessi, ma è fondamentale una maggiore consapevolezza, sia da parte di chi subisce l’effetto dei post sia di chi li condivide.

È sempre meglio concentrarsi sulla vita reale al di là di quella digitale, impegnarsi a dare più valore a se stessi e a riflettere su ciò che si ha e che si desidera davvero, piuttosto che su ciò che hanno gli altri. Non bisogna perdere il contatto con la realtà e con la propria vera essenza. L’obiettivo di ognuno dovrebbe essere quello di guardarsi dentro per migliorarsi, evitando inutili confronti che non apportano nulla di buono a nessuno.

Dall’altra parte, chi utilizza i social con l’unico scopo di mostrare i propri successi dovrebbe riflettere sul fatto che la depressione è un fenomeno molto diffuso nella società, sotto varie forme. In molti individui è appena percepibile, ma in altri rappresenta una patologia conclamata. Non sapendo chi c’è dall’altra parte dello schermo, il migliore approccio nell’uso dei social network è sforzarsi di trovare il giusto registro nella comunicazione e diffondere contenuti che siano utili e interessanti per gli altri e che non siano solo un motivo di vanto. Si possono condividere esperienze personali senza ledere gli equilibri altrui, ma offrendo il proprio contributo con riflessioni, consigli, informazioni. È così che diamo valore alla nostra vita digitale e influenziamo positivamente anche il contesto che ci circonda. I social network devono essere una risorsa per la società e non la causa di malesseri diffusi.

Punti di vista (3)

  1. Pio

    Salve!

    Vi seguo, sulla sezione Blog, da un pò e condivido appieno questo post, non voglio demonizzare
    web e social (tra l’altro ho un’attività che viaggia su internet da 17 anni) ma se tutti facessimo un
    piccolo sforzo per recuperare anche la dimensione ‘analogica’ della vita sarebbe davvero tutta salute.

    😉

  2. Nunzia Fiacchino

    Sì Pio, hai ragione. Il web è una grande risorsa, ma occorre farne buon uso. Bisogna riuscire a non farsi ‘distrarre’ da dinamiche sociali fuorvianti amplificate dalla Rete e dai social network in particolare. Il buon uso degli strumenti a nostra disposizione può avere ripercussioni anche molto positive sulla vita ‘offline’, ma bisogna cercare di avere una chiara consapevolezza dei nostri obiettivi.

    1. Pio

      ari-concordo! 😉

E tu cosa ne pensi?