Dove nasce l’innovazione?

Dove nasce l’innovazione?

Oggi la concorrenza tra le aziende non si gioca più sull’efficienza o sulla riduzione dei costi di produzione, bensì sull’innovazione. Ma cosa hanno in più le aziende capaci di innovare?

In un mercato in cui la concorrenza tra le aziende si gioca a colpi di innovazione, un’efficace pianificazione interna non basta più. La complessità sistemica impone flessibilità verso gli imprevisti che, per loro natura, non sono pianificabili. Sono poche le aziende che sanno gestire i cambiamenti in maniera efficace, riuscendo a innovarsi sempre e a non rimanere ancorate a schemi obsoleti che non producono più i risultati sperati. Talvolta le innovazioni riescono a cambiare il contesto di riferimento dell’azienda, altre volte generano idee rivoluzionarie che influenzano l’intero settore. Le piccole aziende, di conseguenza, sono obbligate a stare al passo e a innovarsi per continuare a essere competitive e per emergere nel marasma di concorrenti.

“L’arroganza del successo è di pensare che ciò che hai fatto ieri sarà sufficiente per domani.” – William Pollard

Una gestione dinamica interna all’azienda è il primo obiettivo da raggiungere per far fronte a problemi nuovi che necessitano di soluzioni creative e di un modo di pensare più “laterale”, agile e flessibile. È l’innovazione stessa che impone un cambiamento nell’organizzazione aziendale. Tanto che ci troviamo di fronte a quello che sembra un paradosso: la necessità di organizzare le attività interne seguendo schemi prestabiliti e, allo stesso tempo, improvvisare e rispondere a stimoli nuovi in maniera istantanea. Questo paradosso si risolve solo se l’ambiente di lavoro permette alle persone di pensare e lavorare insieme in modo dinamico, e non rigido e imposto.

“L’innovazione e l’intuizione fioriscono quando le nostre menti si trovano in una condizione di maggiore apertura.” – Daniel Goleman

Quali caratteristiche hanno le aziende che innovano?

  1. Collaborazione. L’innovazione non è un lampo di genio improvviso e isolato; nasce piuttosto dall’interazione tra più persone con idee ed esperienze diverse. Il confronto-scontro tra proposte e punti di vista genera un attrito creativo da cui possono emergere piccole e grandi idee. Il dialogo e il dibattito continuo tra i collaboratori è fondamentale.
  2. Improvvisazione e struttura. Un ambiente di lavoro rigido con regole imposte non stimola l’innovazione. Invece, in un ambiente in cui non ci sono schemi prestabiliti da seguire sempre e comunque, la creatività dal basso emerge più facilmente. L’intervento dall’alto serve solo a coordinare le attività in modo che vadano nella giusta direzione, ossia verso gli obiettivi da raggiungere.
  3. Sperimentazione e rendimento. Provare, apprendere, modificare e riprovare continuamente: per risolvere problemi inediti bisogna fare tentativi ed errori, sbagliare e imparare, fino a trovare la soluzione giusta.
  4. Risoluzione creativa. Le soluzioni migliori sono quelle che combinano idee anche opposte. Un approccio integrativo associa tra loro proposte che possono sembrare agli antipodi, ma che combinate nel modo opportuno offrono una soluzione creativa. Un approccio del genere è da preferire ai compromessi che, di solito, non conducono a nulla di realmente innovativo.

Le idee migliori non arrivano all’improvviso, ma un passo alla volta.

La maggior parte delle innovazioni non viene da un’illuminazione solitaria e istantanea o da qualche sporadico momento “eureka”, ma è il risultato di un lavoro collettivo tra più persone che hanno talenti e punti di vista diversi.

Chi guida l’innovazione?

Ci sono vari esempi di persone che sono state in grado di mettere in piedi organizzazioni davvero innovative. Non si tratta di capi autoritari o di mentori che indicano una strada maestra, ma di leader che sono riusciti a circondarsi di personalità con le giuste attitudini, motivate e desiderose di ispirazioni da cogliere e da trasformare in opportunità. Un leader capace di guidare la sua squadra verso l’innovazione è colui che stimola la collaborazione e lascia spazio alle capacità dei singoli di risolvere i problemi in maniera collettiva. Non è alla testa del gruppo a dare ordini, ma si pone sullo stesso livello dei suoi collaboratori e fa in modo che soprattutto i più talentuosi riescano a esprimersi liberamente, così che tutti siano stimolati a dare il meglio. I leader dell’innovazione sviluppano un ambiente in cui le persone sono desiderose e capaci di reinventarsi e di gestire il lavoro in maniera creativa e dinamica.

A volte quello che manca alle aziende è proprio una figura che non abbia remore a:

  • ascoltare e a prendere in considerazione tutte le proposte;
  • mettere a confronto i vari punti di vista;
  • stimolare dialoghi continui;
  • far emergere le idee dei singoli;
  • sostenere le sperimentazioni;
  • promuovere l’improvvisazione;
  • stimolare l’iniziativa dal basso.

L’innovazione nasce dal caos

Il processo innovativo è imprevedibile, non ci sono passi pianificati. Si può però costruire un ambiente di lavoro fertile di idee innovative: spunti continui emergono da momenti di svago condiviso, letture stimolanti, partecipazioni a eventi, chiacchiere produttive, dibattiti su argomenti vari.  L’innovazione nasce dal caos generato dalle relazioni, dai confronti e dalle idee che possono emergere in qualsiasi momento; e nasce anche grazie a una personalità in grado di gestire tale caos e di indirizzarlo verso uno scopo condiviso. Tocca al leader, infatti, “innaffiare” questo terreno fertile di idee per farle germogliare fino a maturazione, quando cioè si trasformano in progetti validi e fruttuosi.

Punti di vista

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