Da dove arrivano e dove vanno a finire le parole
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Da dove arrivano e dove vanno a finire le parole

Le parole sono parole. Non esistono parole più creative di altre: ciò che determina l’efficacia del messaggio è il modo in cui le mettiamo insieme.

Giochi di parole

I principi cardinali dei giochi di parole appaiono sempre più importanti nella costituzione di alcune delle più notevoli attività linguistiche contemporanee, nell’ambito letterario, in quello del marketing (con le sue rilevanti proiezioni nel campo politico), in quello dell’intrattenimento: in ognuno degli ambiti, quindi, in cui si può articolare il mito contemporaneo della comunicazione, dal naming dei prodotti alla poetica dell’international style letterario. – Enciclopedia Treccani

I giochi di parole sono come quelli che la mamma ti diceva di non fare. C’era chi rinunciava, chi rischiava, chi trovava un gusto maggiore nel farli. A ogni modo, la mamma aveva ragione: si trattava quasi sempre di attività pericolose o comunque non consigliabili. Proprio così, a giocare con le parole si fa presto a farsi male.

La scrittura creativa è un gioco di attacco, astuzia e ingegno, di poca tecnica e grande responsabilità, che richiede allenamento e perseveranza. Meglio non azzardare e infrangere le regole solo se le si conosce così bene da saperle gestire a proprio favore.

L’ispirazione

Sperimentare nuovi modi di accostare le parole non è un lavoro da scienziati, non inventiamo parole, ci limitiamo a dare loro un senso inedito. Che si scriva una frase o un poema, per lavoro, per noia o per diletto, l’ispirazione è la fonte che ci offre la svolta nell’elaborazione del messaggio.

L’ispirazione è il momento più importante del processo creativo. È un respiro di primavera, energia che entra e può trasformarsi in qualsiasi cosa al suo congedo. È lo spazio di tempo in cui un’emozione (di solito forte, ma non sempre positiva) prende il sopravvento e accende l’idea come fosse la luce rivelatrice che assegna una forma al pensiero.

L’ispirazione è l’attimo prima della creatività, quando si dà nuova vita a cose che già esistono, mettendole insieme in un modo che non esiste ancora.

Parole al vento

Se le parole non dette si dice siano le più belle, il discorso è diverso per quelle non scritte.

Le parole al vento sono tutt’altro che perse e sono molte più di quelle che fermiamo sul foglio. Sono quelle che vanno a finire su pagine di appunti poi strappati. Sono quelle istintive e maggiormente preziose perché servono a far arrivare le parole buone. Senza di loro, queste altre, predilette, passerebbero inosservate davanti alla nostra mente per poi essere spazzate via. È importante scrivere buona parte di quelle che ci sembrano utili e decidere solo in un secondo momento quali tenere e quali no.

Il luogo delle parole

Dove si scrive? Dipende da cosa e per chi lo si fa. Il luogo delle parole ha molto a che fare con l’ispirazione: quando questa ci coglie di sorpresa ci troviamo in una sorta di non luogo, un posto che potrebbe trovarsi ovunque. Se invece siamo alla ricerca d’ispirazione, è essenziale che nel luogo, affollato o isolato che sia, troviamo uno spazio dove sentirci liberi.
Tuttavia, credo che il posto primitivo delle parole si trovi, prima che altrove, dentro di noi.

Ripercorrendo tutte le tappe del gioco, dall’ispirazione alla produzione, racconterei il processo creativo con la forza di una sola parola, a mio avviso autosufficiente, un verbo oggetto di teorie filosofiche e musica: divenire.

In filosofia, cambiamento, passaggio da uno stato a un altro, in contrapposizione all’«essere» concepito come eternamente immobile e sottratto a ogni mutazione. – Vocabolario Treccani

Punti di vista

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