L’importanza di intrattenere buone conversazioni nell’era digitale
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L’importanza di intrattenere buone conversazioni nell’era digitale

Quali sono gli effetti delle nuove tecnologie sulle nostre capacità di dialogare con gli altri? Siamo ancora in grado di relazionarci empaticamente? Ecco alcuni consigli per conversare bene e costruire relazioni efficaci, on e off line.

Si sa, i social network sono ormai entrati a pieno titolo nella nostra vita quotidiana e sono diventati il luogo privilegiato delle conversazioni. Messaggi istantanei invadono massivamente le nostre giornate prendendo spesso il posto delle comunicazioni faccia a faccia. Uno studio della Pew Research conferma questa tendenza: circa un terzo degli adolescenti americani manda più di 100 messaggi al giorno e molti di loro hanno maggiore probabilità di scrivere piuttosto che parlare direttamente ai loro amici.

Abbiamo a disposizione strumenti sempre più sofisticati, accessibili e meno ingombranti che ci permettono di vivere in un mondo sempre connesso dove qualsiasi comunicazione può imporsi sulle nostre attività. Costantemente immersi in una doppia dimensione, online e offline, parliamo con un amico e nel frattempo diamo un’occhiata allo smartphone, camminiamo per strada con gli occhi puntati sullo schermo del cellulare, siamo a cena e allo stesso tempo conversiamo sui social.

Siamo diventati abilissimi a sfuggire alle conversazioni faccia a faccia: Sherry Turkle, antropologa e tecnologa statunitense parla di “fuga dalla conversazione” e, riportando numerosi dati a sostegno della sua tesi, attribuisce la colpa di tutto ciò all’attrazione per le tecnologie di connessione.

È innegabile che qualcosa sta cambiando, soprattutto stando a quanto dicono le ultime ricerche a proposito. Turkle riporta che “negli ultimi venti anni, tra gli studenti universitari, si è rilevato un calo del 40 per cento negli indicatori dell’empatia. Si tratta di una tendenza che i ricercatori attribuiscono direttamente alla presenza dei nuovi mezzi di comunicazione digitali”.

Stiamo forse rischiando di perdere la capacità di dialogare empaticamente con gli altri? Nella Rete è così facile selezionare le persone con cui intrattenere conversazioni che non abbiamo bisogno di particolari abilità sociali. I social network spesso ci rilegano nelle nostre “zone di comfort”, dove siamo certi di non incappare in polemiche o scontri con chi non la pensa come noi, come accade più spesso per strada, nei luoghi pubblici o sul posto di lavoro. Quando siamo di fronte ai nostri interlocutori siamo più predisposti al compromesso. Se gli sconosciuti che si insultano su Facebook si trovassero coinvolti in un dialogo faccia a faccia, con molta probabilità non si direbbero le stesse cose, ma proverebbero maggiore empatia nei confronti dell’altro.

Si sa che la comunicazione virtuale non gode del supporto del linguaggio non verbale, per questo si rischia spesso di non comprendere il “tono di voce” e di fraintendere il significato del messaggio, ponendo fine a una conversazione che altrimenti rischierebbe di trasformarsi in litigio. Ovviamente, ogni rapporto virtuale e reale rappresenta un caso a sé. Non si vuole qui consigliare di buttare gli smartphone, non usare più WhatsApp o cancellarsi da Facebook, ma forse bisogna essere più consapevoli degli effetti delle nuove tecnologie sulle nostre capacità di dialogo e di relazione con gli altri.

Ma che cos’è che rende una conversazione efficace? Quando la conversazione indica una reale relazione tra gli interlocutori? Quali sono le strategie per intrattenere buone conversazioni, on e off line?

La vera comunicazione è fatta di attenzione, ascolto ed empatia.

Celeste Headlee, reporter e corrispondente in diverse radio pubbliche, in una conferenza tenuta per TED, offre dieci preziosi consigli su come intrattenere buone conversazioni. L’intenzione del discorso è trasmettere “l’importanza di un buon equilibrio fra ascoltare e parlare al fine di produrre un dialogo proficuo e migliorativo con chiunque”.

  1. Mentre parlate non fate altro. Siate presenti. Siate lì in quel momento.
  2. Non pontificate. Dovete iniziare ogni conversazione pensando sempre che potreste imparare qualcosa.
  3. Usate domande a risposta aperta. Se elaborate una domanda complessa otterrete una risposta semplice. Lasciate invece l’interlocutore libero di descrivere gli eventi che lo riguardano e otterrete interessanti narrazioni.
  4. Seguite il flusso della conversazione. Spesso perdiamo il filo del discorso perché non siamo attenti a ciò che dice il nostro interlocutore. Ci vengono in mente altri pensieri e smettiamo di ascoltare; dobbiamo riuscire a mandare via questi pensieri.
  5. Se non sapete, dite che non lo sapete. Non siate mai certi di nulla. Peccare di cautela conviene. Se non siete padroni della materia evitate di fingervi esperti.
  6. Non mettete sullo stesso piano la vostra esperienza con la loro. Tutte le esperienze sono individuali. Non usate quel momento per parlare di voi. Le conversazioni non servono a dare sfogo all’egocentrismo, ma sono un momento utile di arricchimento e scambio.
  7. Cercate di non ripetervi. Spesso tendiamo ad essere ripetitivi, ma questo è paternalistico e noioso.
  8. State lontani dai dettagli. Alla gente non interessano gli anni, i nomi, le date. Ciò che gli interessa siete voi, come siete e cosa avete in comune.
  9. Ascoltate. È forse la più importante competenza che potete sviluppare. Perché non ci ascoltiamo l’un l’altro? Perché preferiamo parlare. Parlare vuol dire avere il controllo, essere al centro dell’attenzione, rafforzare la propria identità. Riuscire ad ascoltare è la regola più importante per avere una conversazione di qualità.
  10. Siate brevi. Tenete la bocca chiusa il più possibile e la mente sempre aperta.

“Uscite, parlate con le persone, ascoltatele e, soprattutto, siate pronti a stupirvi.” – Celeste Headlee

Le regole di Headlee possono essere riassunte in un unico importante consiglio: siate interessati agli altri e a quello che possono trasmettervi. I suoi suggerimenti sono validi oggi più che mai, in un mondo in cui siamo portati a sacrificare i piaceri e i benefici della conversazione faccia a faccia sull’altare delle conversazioni virtuali. E a chi pensa che in realtà gli effetti di questa tendenza non siano poi così catastrofici, nessuno vuole dire il contrario. Obiettivo di questa riflessione è piuttosto un invito a considerare con più consapevolezza la qualità delle conversazioni, siano esse online o offline, e a considerare i rischi derivanti dall’uso compulsivo della tecnologia.

Probabilmente la lezione più importante riguarda la gestione del tempo e delle relazioni interpersonali. In un mondo in cui viviamo immersi in un altrove digitale, forse dovremmo riuscire a concentrarci di più su ciò che stiamo facendo e sulle persone che abbiamo di fronte, senza lasciare spazio a inutili interruzioni. Dovremmo essere presenti in ogni momento, qualsiasi cosa facciamo. Solo così possiamo essere certi di impiegare al meglio il tempo e le energie a nostra disposizione.

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