Creare presupposti sui social: vincolare il dono alla condizione
Marketing \ \

Creare presupposti sui social: vincolare il dono alla condizione

I contenuti efficaci sui social si fondano su un legame biunivoco tra dare e avere; il presupposto è un modo per creare questo legame. Avviene tutto nella mente inconscia.

Il presupposto è un espediente linguistico che lega la fattibilità dell’esperienza contenuta in un messaggio a una condizione stabilita da chi costruisce il messaggio. Per la PNL il presupposto è strumento di persuasione.

Possiamo usare il presupposto per rendere più efficaci i messaggi sui social?

C’è un’accezione positiva nell’arte del persuadere, un aspetto benevolo che dipende dall’uso che ne facciamo. Si può creare un presupposto sui social per persuadere chi legge e condurre la parte razionale del suo cervello a “dire sì”, attraverso un percorso introspettivo che per la persona si rivela un dono. Il dono è alla base della condivisione sui social, dove condividere vuol dire regalare agli altri qualcosa. Il presupposto diventa così mezzo per favorire quella transazione biunivoca necessaria in questi ambienti: regalare e ricevere.

Iniziamo da qui. Regaliamo un’esperienza forte alle persone, poi la leghiamo alla nostra condizione, ovvero quello che vogliamo ottenere.

Il presupposto sui social è un’alternativa linguistica.

Negli ambienti conversazionali per eccellenza del web comunicare è strategia, uno strumento per donare. Comunicare sui social prevede anche la ricerca di alternative linguistiche che diventano passepartout per la mente inconscia di chi legge e guarda. L’emisfero più potente del cervello infatti dà ai messaggi una propria interpretazione, usa le informazioni che ha in archivio e genera nella persona impulsi emozionali che si traducono in esperienza. Questa esperienza è il dono.

Perché usare i presupposti sui social: la mente inconscia risponde

Le esperienze prendono forma nella mente inconscia che elabora milioni di idee e intuizioni in più rispetto a quella conscia ma, soprattutto, crea immagini. Quando progettiamo e realizziamo un contenuto, l’immagine inconscia che vi associamo non è necessariamente uguale a quella elaborata dai destinatari. Questo aspetto fa parte del dono: è libertà per la mente inconscia di ognuno di elaborare i dati recepiti, attingere alle proprie informazioni, creare immagini e generare la propria esperienza. Così la conclusione del messaggio è affidata alle persone, la fattibilità dell’esperienza che ne deriva al nostro presupposto.

Sui social lasciamo alle persone la possibilità di concludere il messaggio, regaliamo loro emozioni e, con il presupposto, le leghiamo all’obiettivo da raggiungere.

Passiamo ai fatti.

Immaginiamo che il nostro oggetto di condivisione sia l’esperienza gustativa di un dolce tradizionale. Il primo punto sul quale ragionare è il dono che vogliamo offrire. Con un linguaggio semplice e che rievochi il vissuto della persona possiamo attingere a immagini e ricordi nella sua mente inconscia legati al prodotto in questione.

Ad esempio, il messaggio “Quando lo assaggi ritorni bambino” rende bene l’idea: inizia con il presupposto, ovvero è necessario avere il dolce per poterlo assaggiare, e continua con una forte esperienza. Rispetto a una frase più articolata che descriva il prodotto, questo binomio ha un eccezionale potere: il “ritorni bambino” innesca un’esperienza non solo gustativa, ma soprattutto emozionale, “quando lo assaggi” ne vincola la fattibilità al possesso del dolce. Il presupposto è forte perché forte è l’esperienza che ne deriva. La mente inconscia di chi legge tira fuori dal cassetto dei ricordi non solo sapori e odori, ma soprattutto sensazioni legate alle immagini di luoghi, persone, suoni ed eventi dell’infanzia.

Otteniamo così i due effetti:

  • Regalare emozioni alle persone: doniamo un’esperienza costruita da ognuno sulla base dei propri stati emozionali. Questo regalo rende il nostro messaggio anche condivisibile; il dono infatti è il motivo profondo per cui le persone si scambiano contenuti.
  • Vincolare l’esperienza introspettiva alla condizione: per vivere concretamente l’esperienza è necessario assaggiare il prodotto.

L’efficacia del messaggio risiede nella creazione di una transazione biunivoca in cui riceviamo ma doniamo anche, in cui il presupposto fa da fil rouge. Il presupposto sui social è alternativa.

Conosci altri modi per creare il legame tra dono e condizione?

Punti di vista

E tu cosa ne pensi?